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Identità di genere

Forse ti è capitato di guardarti allo specchio e pensare che non dovresti essere così come sei. Forse sei nat* con un corpo femminile, ma tu senti di essere un maschio. Forse è successo il contrario. Oppure senti di non poterti definire né maschio né femmina e allora ti chiedi cosa sei. Forse ti identifichi in un genere che è diverso dal tuo sesso biologico oppure non ti identifichi in nessun genere o in tutti.

Se hai mai avuto pensieri di questo tipo, forse ti stai interrogando sulla tua identità di genere.

Cos’è l’identità di genere?
Parliamo di identità di genere quando vogliamo esprimere come ci sentiamo riguardo al nostro genere. Anche se può sembrare una cosa facile e immediata, a volte può essere un po’ più complicato e la nostra identità di genere è influenzata da diversi fattori.

La maggior parte delle persone si identifica nel genere corrispondente a quello del suo sesso biologico: significa che se si nasce con delle caratteristiche fisiche maschili, allora molto probabilmente ci si identificherà come maschi, ragazzi, uomini. Mentre se si nasce con delle caratteristiche fisiche femminili, allora ci si identificherà come femmine, ragazze, donne. Ma non è sempre così.

Alcune persone, ad esempio, nascono con delle variazioni intersessuali e possono avere apparati genitali che è difficile stabilire con certezza alla nascita se siano maschili o femminili. Oppure possono avere ormoni sessuali, cromosomi e organi interni riproduttivi differenti da quelli che sono “tipici” dei corpi maschili o femminili. Ma l’identità di genere può anche essere slegata da come siamo fatti fisicamente.

In generale possiamo dire che l’identità di genere è il pensiero profondo del percepirsi e sentirsi come ragazzo, uomo, maschio oppure ragazza, donna, femmina oppure di un genere alternativo (ad esempio genderqueer, gender no-nconforming, Agender o non-binario). Questa percezione di sé stessi può anche non corrispondere con il sesso assegnato alla nascita o alle caratteristiche fisiche primarie o secondarie che ci connotano sessualmente. Dal momento che la propria identità di genere è qualcosa di interiore, non necessariamente è visibile agli altri che ci guardano dall’esterno.

Quali sono le possibili identità di genere?

A partire dall’infanzia le persone imparano a capirsi e rappresentarsi in relazione al genere con il quale si identificano e ciò avviene attraverso le relazioni sociali con gli altri (genitori, insegnanti, fratelli, sorelle o altri bambini). Alcuni imparano che ci sono più modi di identificare il proprio genere, la maggior parte delle persone, tuttavia, impara dal proprio ambiente di vita che ci sono solo due modi di identificarsi: maschio e femmina. Questo tipo di identificazione che prevede solo due alternative è detto binarismo di genere. Tuttavia non è l’unico modo possibile di identificarsi. Esistono infatti altre identità di genere chiamate non-binarie.

Come già detto, l’identità di genere di un individuo può essere anche differente da come si esprime il genere al mondo esterno (ad esempio con il nome, i pronomi, i vestiti, il taglio di capelli, il comportamento, la voce o le caratteristiche fisiche).

Possiamo quindi intendere l’identità di genere come qualcosa che non è fisso e immutabile, ma che esiste all’interno di uno spettro variabile. Pertanto ci si può identificare in una delle due identità binarie (maschio-femmina) oppure ci si può muovere tra le identità di genere, così come non identificarsi in nessuna di esse oppure identificarsi in tutte. Alcune identità di genere non-binarie sono:

  • Transgender: è un termine ombrello per indicare quelle persone la cui identità di genere non corrisponde con il sesso assegnato alla nascita e che presentano un atteggiamento sociale e sessuale che combina caratteristiche del genere maschile e di quello femminile, a volte senza identificarsi in nessuno dei due. In alcuni casi, tramite la transizione, acquisiscono i caratteri somatici del sesso biologico opposto a quello assegnato loro alla nascita.
  • Gender non-conforming: persone la cui espressione di genere non segue le convenzioni stereotipate di mascolinità e femminilità.
  • Genderqueer e genderfluid: persone che non credono nella staticità della propria identità di genere, ma che la vivono come fluida, flessibile e mutabile nel tempo.
  • Agender: persone che non si identificano in nessun genere e che possono rifiutare le aspettative sociali che dipendono dal genere.

Tuttavia, i termini che si utilizzano per descrivere i vari generi sono al giorno d’oggi in continua evoluzione proprio per rappresentare la comprensione di tutte le sfumature dell’identità di genere.

Qual è la differenza tra identità di genere e orientamento sessuale?

Può capitare che si faccia confusione tra identità di genere e orientamento sessuale. In realtà sono due cose separate e che non dipendono l’una dall’altra. L’orientamento sessuale, infatti, determina cosa ci attrae dal punto di vista erotico (per approfondire vai alla pagina dedicata all’orientamento sessuale). Una persona binaria può essere sessualmente attratta da persone del sesso opposto o dello stesso sesso (o da entrambe o da nessuna di esse) così come lo può essere anche una persona non-binaria, indipendentemente da come si identifichi dal punto di vista del genere.

Cos’è la disforia di genere?
Quando si realizza che la propria identità di genere non si conforma ai ruoli, alle aspettative e agli stereotipi che la società ha nei confronti delle persone corrispondenti al proprio sesso assegnato alla nascita, ci si può sentire sotto pressione a conformarsi con esso. Oppure si può avere paura di esprimere liberamente la propria identità di genere attraverso il modo di vestirsi, di farsi chiamare, di tagliarsi i capelli ecc.

La paura generalmente deriva dalla preoccupazione di essere derisi o discriminati e quindi si può scegliere di “nascondere” la propria identità di genere agli altri e sforzarsi di conformarsi con uno dei due generi binari. Anche chi decide di esprimere liberamente la propria identità di genere può comunque essere preoccupato per la propria incolumità oppure può essere spaventato dal pensiero che non si sentirà mai veramente “inserito” e accettato nel proprio ambiente di vita.

Ciò può portare ad un particolare tipo di stress e disagio emotivo chiamato disforia di genere che a sua volta può portare a sviluppare problemi di salute sia fisica che mentale.

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Film e serie TV sull’identità di genere

Film del 2012 diretto da Xavier Dolan. Il film è stato presentato al festival di Cannes

Serie TV musicale statunitense, prodotta e trasmessa dal 2009 al 2015

Da vedere per superare i momenti bui ed oltremodo oscuri che solo l’adolescenza può donare.

Serie TV La serie si incentra tutta sul personaggio di Morton L.Pfefferman (Jeffrey Tambor), un padre di famiglia, docente di Scienze Politiche in pensione, che decide di dichiarare apertamente il suo disagio nell’essere uomo iniziando a vestirsi da donna e facendosi chiamare Maura.

Di Gaby Dellal.

Ramona è un adolescente maschio nato nel corpo di una ragazza e per questo si fa chiamare Ray. Decide quindi di intraprendere le terapie mediche per cambiare sesso, ma per farlo serve il consenso di entrambi i genitori, per cui la madre Maggie ricontatta il padre Craig, lontano dalla famiglia da anni.

Un film del 2015 diretto da Tom Hooper, adattamento del romanzo La danese (The Danish Girl), scritto nel 2000 da David Ebershoff e liberamente ispirato alle vite delle pittrici danesi Lili Elbe e Gerda Wegener.

Just Charlie Diventa chi sei.
Regia di Rebekah Fortune. Un film con Harry Gilby, Scot Williams, Patricia Potter, Elinor Machen-Fortune, Peter Machen.
2018, come Just Charlie, anche racconta i bambini, in questo caso un bimbo più gender fluid che transgender ma che, per il suo desiderio di vestirsi da principessa e non da pirata, suscita sospetto e quesiti scomodi nei suoi genitori e nelle persone con cui si interfaccia.

É un film del 2018 scritto e diretto da Lukas Dhont.

Miniserie del 2018, creata da Tony Marchant e diretta da Anthony Byrne.

Racconta la presa di coscienza del voler diventare bambina di Max che vorrebbe essere Maxime.