PER GLI italiani stressati dall’emergenza coronavirus, per i giovani alle prese con didattica a distanza, incertezza per il futuro, difficoltà nelle relazioni sociali, l’aiuto dello psicologo potrebbe essere lo spartiacque per passare dal disagio vissuto in solitudine alla sua gestione. Ma servono più fondi, specie per agire nelle scuole. Un’urgenza che stride se si pensa che solo pochi giorni fa c’è stato il click- day per la pur legittima aspirazione green del monopattino o della e-bike, di fronte alle parole di David Lazzari, Presidente del Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi – CNOP -.

Interpellato sulle evidenze dello “Stressometro” da coronavirus, dell’Istituto Piepoli con il CNOP (vedi box) e sulla situazione psicologica collettiva, specie di giovani e giovanissimi, spiega che «in Italia, purtroppo, siamo molto in ritardo, con una visione obsoleta riguardo al benessere emotivo delle persone. Circa dieci giorni fa – dichiara- ho scritto al Premier Giuseppe Conte e al ministro della Salute Roberto Speranza per chiedere l’inserimento di una competenza psicologica nel Comitato Tecnico Scientifico. E alla Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, perché ci siano più fondi, rispetto ai 40 milioni di euro previsti, per il supporto psicologico nelle scuole, in base al protocollo firmato fra CNOP e MIUR lo scorso agosto, che va attivato al più presto, dopo la circolare MIUR ai presidi del 30 ottobre».

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