E dove podeva finir el tran de Opcina se non al Trieste Science+Fiction Festival 🙂

Trieste, 2052. La città è sotto il dominio del COFE, il Centro Operativo per la Friulana Egemonia, che ha già vietato lo spritz bianco, il nero inteso come caffè, il teran e non permette ai nati dopo il 2040 di parlare in dialetto.

Il glorioso tran de Opcina è stato trasformato in un barachin per petessoni all’Obelisco. L’unico che potrebbe tener testa al COFE sarebbe il MONA, Movimento Organizzato per la Nazione Alabardata, ma da ormai 50 anni nessuno sa più niente di lui.
Ma proprio quando tutti sembrano ormai aver perso le speranze, ecco che 5 ragazzini della Scuola Elementare James Joyce, nell’ora di “Frico e Cotecio”, scoprono un’antica profezia che li porterà a diventare i protagonisti di una esilarante corsa contro il tempo, recuperando il tran e attraversando addirittura i gironi dell’inferno triestino e friulano, per ridare la libertà alla propria città, inseguiti dai maestri Loris Mandi e Gianni Bastonich, dagli agenti Copotutti e Xeciodi e dal Podestà Furio Teimbiavo con la sua vice Chanel Nacici.
Riusciranno i nostri eroi a ristabilire l’antico ordine secolare tra cofe e mona?
Una storia tra “I goonies” e “La compagnia dei celestini” in salsa senape e cren.

Mercoledì 30 ottobre, alle 11 al teatro Teatro Miela, la presentazione del libro di Diego Manna Le disgrazie del tran de Opcina.
Dialogherà con l’autore il cicloviaggiatore intergalattico Ivan Lo Vullo.

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