Sapevi che Trieste è stata la prima città al mondo in cui si è deciso di chiudere il manicomio? Ci sei mai stato? Vai a farci un giro e cerca le due nuove installazioni artistiche.

Due installazioni artistiche selezionate attraverso il bando indetto dall’amministrazione nell’ambito del progetto “Il complesso di San Giovanni –Parco dell’Arte”.

Le opere riflettono e interpretano la storia e l’evoluzione del comprensorio che è stato sede dell’ospedale psichiatrico, qui aperto nel 1908, e che ne ha vissuto le evoluzioni fino alla rivoluzione della riforma di Franco Basaglia.

L’installazione di Federica Ferzoco è collocata nello spazio verde antistante la struttura del Gregoretti, in via de Ralli n 1. Si tratta di sculture, realizzate a mano con il gres, una serie di forme ognuna diversa dall’altra, pezzi unici modellati a mano, frutto di un procedimento naturale che esalta il fatto indiscutibile che “ognuno di noi – si legge nella relazione progettuale della stessa autrice – è diverso dall’altro, ma tuttavia uguale all’altro nella sua essenza, come in natura un campo di fiori tutti uguali ma da vicino tutti diversi. In questo caso le forme organiche rappresentano simbolicamente la singolarità, l’unicità di ogni essere umano, con le sue precipue peculiarità”.

In prossimità dello Scalone Monumentale del Parco è invece collocata l’installazione di Fabio Santarossa e Alice Micol Moro che rappresenta secondo gli autori “la duplice condizione del malato prima e dopo l’approvazione della legge del 1978”. Gli elementi che compongono l’opera sono: un basamento in calcestruzzo e delle lame di acciaio corten che si innestano su di esso. Queste lame nel loro complesso – si legge nella relazione progettuale – restituiscono l’immagine di un cubo il cui interno racchiude una figura umana e sulla cui sommità è posta un’altra sagoma, anch’essa umana. Il cubo è formato da un fitto reticolo il quale evoca l’immagine di una rete neuronale che imprigiona l’uomo all’interno di una gabbia. La figura umana all’esterno invece rappresenta l’acquisizione della libertà.

Per saperne di più visita il sito del parco