a cura dell’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste

di Paola Colle

Il Teatro Rossetti è straripante di ragazzi delle scuole secondarie di primo e secondo grado. Sono in 1400 e ballano il “uolzer“, cioè il valzer di Uolter, “boba de Borgo”, il popolarissimo personaggio creato da Flavio Furian e Massimiliano Cernecca (Maxino) per il programma Macete. Nessuno è rimasto seduto, neanche gli insegnati, in questo gran finale esplosivo. Ma facciamo un passo indietro.

Siamo alla terza edizione di #6bullo6zero, spettacolo gratuito che ha lo scopo di affrontare il delicato tema del bullismo e cyberbullismo, cercando di dare risposta ai numerosi interrogativi che si pone un giovane in difficoltà. Ci riesce bene, alternando momenti di riflessione toccanti e commoventi ad altri scherzosi, ma non meno profondi, grazie alle proposte umoristiche “Scie comiche” di Furian e Maxino e “Destinati all’estinzione” di Angelo Pintus.

In apertura è stato proiettato il video #maipiùunbancovuoto, ispirato alla storia vera di Carolina Picchio, vittima di bullismo che nel 2013 si tolse la vita a soli 14 anni. Un pugno nello stomaco smorzato poi dall’ironia di Angelo Pintus, che ha catturato la platea scherzando sulle differenze generazionali tra genitori e figli, amplificate oggi dalla tecnologia, i cui risvolti non sempre vengono compresi dagli adulti.

Il Teatro Rossetti straripante di ragazzi

Una vittima di cyberbullismo su 10 tenta il suicidio, per questo è importante intervenire subito, non sottovalutare le situazioni e sapere a chi rivolgersi. E’ fondamentale che la vittima di bullismo o chi assiste, anche solo da spettatore, ad atti di bullismo, ne parli a qualcuno: ai genitori, agli insegnanti, a un amico di cui ci si fida. Ma ci si può anche rivolgere al PAG, un contenitore che elabora e facilita nuove forme di progettualità e partecipazione, rivolte ai cittadini dai 14 ai 35 anni, promosso dal Comune di Trieste o a contatto.me, un portale dedicato all’ascolto, che mette a disposizione una chat e un numero di telefono gratuito per trovare risposte a situazioni specifiche. Sul sito sono presenti tante informazioni certificate dagli specialisti, ma anche le storie di persone che si sono trovate in situazioni di disagio e difficoltà in cui è possibile riconoscersi.

Le conseguenze psicologiche degli atti di bullismo sul piano emotivo, ha spiegato la psicologa dell’ASUITs Barbara Fazi, possono essere ansia, una grande preoccupazione per qualcosa che ci può accadere, tristezza, associata spesso a un senso di solitudine o alla sensazione di non avere vie d’uscita. Le azioni e le prese in giro ripetute nel tempo possono provocare isolamento e la difficoltà a fare anche quelle cose che prima ci divertivano come uscire di casa, andare a scuola, e possono provocare disturbi come insonnia, problemi legati all’alimentazione, di concentrazione o disturbi dell’attenzione. L’ASUITs, attraverso le strutture Tutela salute bambini e adolescenti donne e famiglia e i Consultori Familiari presenti nei quattro Distretti, mette a disposizione dei servizi a cui rivolgersi per creare subito delle relazioni di aiuto.

E’ stata portata la testimonianza diretta, registrata in un video, di un ragazzo di 13 anni che ha subito bullismo; quando gli è stato chiesto di raccontare la sua esperienza si è espresso così: “Credo che il bullo si comporti così perché è più debole dentro, è molto timido e per farsi accettare ti prende di mira, vuole sembrare potente o è geloso di qualcosa che tu hai. Dovrebbe invece cercare di comunicare senza la violenza. All’inizio hai paura, non sai cosa fare, stai male, non vorresti raccontare, ma più stai zitto più loro ti prendono di mira. Quando mi sono rivolto ai miei genitori e ai professori mi sono sentito ascoltato. Adesso non ho più paura, perché so che se vengo preso di mira posso andare subito a parlare con qualcuno”.

Per combattere il bullismo è importante anche l’aiuto dei propri coetanei: i compagni di classe, gli amici; spesso fa più male l’indifferenza degli amici che l’attacco del bullo. Allora come sconfiggere il bullismo definitivamente? Facendo squadra, come spiega questo breve, ma incisivovideo, e condividendo le difficoltà proprie o degli altri, diventando ognuno un “testimonial” contro il bullismo in prima persona, con i propri coetanei.

Un percorso simboleggiato dal personaggio di Uolter, “boba” potenzialmente bullo aggressivo, ma che si scopre essere invece un eroe positivo, seppur con i suoi numerosi difetti. E che ha fatto da filo conduttore della giornata, unendo adulti e ragazzi, genitori e figli.